Cos’è l’Algoritmo Google, come funziona e gli ultimi aggiornamenti

Cos’è l’Algoritmo Google, come funziona e gli ultimi aggiornamenti

Algoritmo Google: cos'è, come funziona e tutti gli aggiornamenti

L’algoritmo di Google corrisponde ad una formula matematica che consente di mostrare agli utenti i migliori risultati possibili in termini di rilevanza, distanza geografica e pertinenza. Andiamo a vedere nel dettaglio cos’è esattamente, come funziona e tutti gli ultimi aggiornamenti che hanno modificato in misura notevole il suo funzionamento.

Cos’è l’algoritmo Google

Tramite un algoritmo avanzato il motore di ricerca è in grado di classificare siti e pagine web determinando il loro posizionamento all’interno delle SERP. Comprendere questo sofisticato meccanismo di scansione, indicizzazione e posizionamento delle pagine consente di analizzare quali potrebbero essere i fattori più importanti che determinano la crescita del ranking di un sito web. Una buona ed efficace attività SEO, infatti, deriva proprio dallo studio del funzionamento dell’algoritmo.

L’obiettivo di Google è quello di assicurare agli utenti dei risultati che siano perfettamente in linea con il loro intento di ricerca, cercando di offrire di conseguenza un livello elevato di User Experience. In virtù della moltitudine di siti e pagine web esistenti, l’algoritmo ha subito profonde modifiche ed aggiornamenti volti proprio a perfezionare il suo funzionamento.

Aggiornamenti Algoritmo Google

Oltre agli aggiornamenti più frequenti dell’algoritmo Google e di competenza esclusiva del machine learning, ossia quella tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che ha il compito di migliorare gradualmente l’efficienza del motore di ricerca, abbiamo assistito nel corso degli anni a modifiche più sostanziali e corpose avvenute grazie all’intervento degli sviluppatori.

Google Panda

Avvenuto nel 2011, Google Panda è stata la prima modifica che ha inciso in misura sostanziale sul posizionamento dei siti web. Tramite l’update panda, Google intendeva penalizzare tutte quelle pagine e, di conseguenza, i siti web che mostravano contenuti di bassa qualità sulla base di differenti fattori presi in esame. Questo aggiornamento dell’algoritmo poneva le basi per quello che sarebbe diventato il fulcro di tutte le attività di ottimizzazione SEO, ossia assicurare qualità, originalità e completezza dei contenuti.

Google Hummingbird

L’aggiornamento dell’algoritmo Google del 2013, denominato Google Hummingbird, mirava invece a migliorare la capacità dell’algoritmo di mostrare contenuti in linea con l’intento di ricerca degli utenti. Tramite l’analisi dei sinonimi relativi alle keywords utilizzate durante una determinata ricerca, infatti, è stato possibile migliorare la User Experience.

In virtù dell’aumento di ricerche vocali tramite smartphone, infatti, è stato possibile constatare una crescita notevole delle ricerche conversazionali, ossia tutte quelle long tail keywords di non immediata comprensione da parte di un algoritmo (del tipo “Dove posso comprare i biglietti per la partita della Juventus”). Tramite una capacità superiore di comprendere il linguaggio comune e discorsivo, quindi, Google è riuscito a perfezionare i risultati di ricerca segnando un cambiamento decisivo dell’algoritmo.

Google Pigeon

L’aggiornamento del 2014, denominato invece Google Pigeon, aveva una mission prettamente “locale”. Infatti, grazie a questa modifica decisiva dell’algoritmo Google riuscì a mostrare agli utenti determinate pagine e siti web sulla base della loro provenienza geografica.

Anche in questo caso l’aggiornamento derivò dallo studio delle tipologie di ricerche effettuate, con l’obiettivo di seguire le nuove tendenze e abitudini da parte degli utenti. A causa della crescita sostanziale delle ricerche locali, quindi, il motore di ricerca progettò un sistema atto a mostrare agli utenti risultati in linea con la loro posizione geografica senza la necessità di dover digitare la città di provenienza.

Facendo un esempio pratico, mentre prima era indispensabile scrivere “ristoranti milano”, ora è sufficiente digitare “ristoranti” per avere risultati personalizzati. Questo aggiornamento poneva le basi anche per lo sviluppo ulteriore di strategie di Local SEO per le imprese locali.

Google Bert

Il passo più importante nella storia del motore di ricerca è avvenuto nel 2019 grazie all’aggiornamento denominato Google Bert. Acronimo di “Bidirectional Encoder Representations from Transformers”, questo aggiornamento aveva reso il motore di ricerca più abile a comprendere le sfumature del linguaggio umano, andando ad interpretare intere frasi e non più una singola keyword.

Mentre un tempo le tecniche SEO si fondavano sull’utilizzo massiccio di keywords e sullo studio del loro posizionamento all’interno dei contenuti, ora questa attività non è più strettamente necessaria per via dell’obiettivo di Google sempre più orientato verso la massima comprensione dei contenuti.

Algoritmo di Google

Come funziona l’algoritmo Google

Ora andiamo ad analizzare come effettivamente lavora l’algoritmo di Google, cercando di comprendere il meccanismo che porta a mostrare determinati risultati. In sostanza, nel momento in cui un utente compie una determinata ricerca, il sistema fornisce una serie di risultati specifici dopo aver scansionato, indicizzato e classificato tutte le pagine web presenti nella rete. Per arrivare all’obiettivo finale, quindi, l’algoritmo segue 3 fasi specifiche:

  • Crawling;
  • Indexing;
  • Ranking.

Crawling

La prima fase, detta di “crawling“, è sostanzialmente relativa alla scansione di tutte le pagine web presenti in rete. La metodologia utilizzata si basa sui collegamenti ipertestuali presenti sulle pagine. In sostanza, seguendo tutti i link presenti sui siti web, Google riesce a completare la procedura di scansione.

Anche per questo motivo, infatti, assume una notevole importante strutturare una buona strategia di internal linking all’interno del proprio sito web in modo da facilitare il processo di scansione di tutte le pagine del sito. Anche realizzare ed inviare una sitemap del sito può sicuramente essere di notevole vantaggio.

Indexing

La seconda fase, detta “indexing“, si riferisce al processo di indicizzazione dei siti e delle pagine web appena scansionate. In parole semplici, il motore di ricerca inserisce i siti web visionati e scansionati all’interno di un indice specifico, per poi andarli a posizionare durante la fase successiva.

Ranking

Nella terza e ultima fase, detta “ranking“, avviene invece il cosiddetto posizionamento delle pagine scansionate e indicizzate tra le SERP di Google. Ovviamente, riuscire ad essere tra i primi 3 risultati produrrà un volume di visitatori notevolmente elevato in virtù dell’enorme percentuale di clic da parte degli utenti che si concentra proprio nei primi 3 risultati mostrati dal motore di ricerca.

Queste 3 fasi corrispondono ad un’analisi compiuta dall’algoritmo Google in merito alla rilevanza, all’affidabilità e alla pertinenza dei siti web sulla base della tipologia di ricerca effettuata dall’utente.

Questa stessa analisi si fonda su specifici segnali che un determinato sito web dovrà trasmettere a Google e, più nello specifico, si riferiscono a segnali esterni al sito (SEO off page) e segnali interni al sito (SEO on page). Nel primo caso si tratta sostanzialmente di attuare una valida strategia di link building, ossia quella attività volta ad acquisire link in ingresso al tuo sito web da fonti autorevoli.

Nel secondo caso, invece, la strategia si focalizza sulla realizzazione di contenuti originali e di qualità, in grado di fornire la risposta più pertinente, completa e originale all’utente che ha digitato una determinata query. In riferimento alla SEO off page e all’acquisizione di backlink, andiamo a vedere cos’è il Google PageRank e come funziona.

Google PageRank

Il PageRank di Google è un valore numerico da 1 a 10 che indica il grado di popolarità di una determinata pagina web. Il valore è influenzato dalla quantità e, soprattutto, dalla qualità dei link provenienti da altri siti web.

In parole semplici, un collegamento ipertestuale che punta ad una pagina corrisponde ad una sorta di “voto” assegnato a quella stessa pagina. Il voto, a sua volta, è influenzato dal peso specifico della pagina che contiene il link. Più il sito web che ha linkato un’altra pagina avrà un grado di autorevolezza elevato, più la pagina linkata acquisirà un valore elevato di popolarità.

Oltre alla qualità, anche la quantità di backlink rappresenta un fattore capace di incrementare il PR (PageRank), nonostante sia sicuramente una strategia più profittevole ed efficace puntare soprattutto sulla qualità dei link in entrata anziché esclusivamente sul loro numero.

Infatti, mentre un tempo l’algoritmo di Google non si presentava ancora come un sistema così avanzato come può esserlo oggi e, anche per questo motivo, la quantità di backlink era sufficiente per influenzare in misura notevole il ranking di un sito, oggi la situazione è notevolmente cambiata.

Gli innumerevoli aggiornamenti dell’algoritmo Google, resi ancora più frequenti durante gli ultimi anni, hanno provocato la perdita del valore relativo alla quantità di backlink soprattutto in virtù di azioni forzate e manipolatrici da parte di numerosi siti web. Oggi, il fattore determinante in grado di valutare il PageRank e, di conseguenza, il posizionamento di una pagina web tra le SERP di Google è quello relativo alla qualità dei link in entrata.

Conclusioni

In questa guida abbiamo fornito chiarimenti sulla definizione dell’algoritmo Google e sugli ultimi aggiornamenti che vanno verso una sempre migliore comprensione del reale intento di ricerca dell’utente. In seguito, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui criteri di funzionamento alla base del Google PageRank.

Come specificato in precedenza, comprendere il meccanismo dell’algoritmo e restare costantemente aggiornati sui suoi cambiamenti può risultare decisivo ai fini di una perfetta ottimizzazione SEO di un sito web. E tu? Hai già un sito web ottimizzato per i motori di ricerca? Visita il sito della nostra web agency e richiedi una consulenza gratuita e senza alcun impegno.

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